9 Giugno 2023

Economia circolare: soluzione sostenibile ed efficiente.

Come l'adozione di modelli circolari sta trasformando il modo in cui produciamo e gestiamo le risorse del pianeta.
Economia circolare

L’ economia circolare è uno di quegli argomenti di cui tutti hanno sentito parlare almeno una volta, ma di cui difficilmente sappiamo dare una definizione chiara e completa.

Si tratta di uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni, associato all’urgenza di ridurre l’uso delle risorse naturali, minimizzare gli sprechi e promuovere la sostenibilità ambientale.

Parliamo di urgenza perché non è un segreto che le risorse naturali di cui facciamo un uso (estremo) siano a tutti gli effetti limitate.

Proviamo per un attimo a pensare a cosa potrebbe succedere al pianeta se queste risorse ad un certo punto finissero. Quanto saremmo destinati a sopravvivere?

Ecco, l’economia circolare rappresenta un’alternativa a questo scenario drammatico.

Diamo una definizione

Come occorre in ogni articolo che si rispetti, è necessario fornire una definizione puntuale del tema principale.

Cos’è quindi, con esattezza, l’economia circolare?

Innanzitutto dobbiamo dire che rappresenta un nuovo paradigma economico. A differenza del modello tradizionale dell’economia lineare, basato sulla produzione, l’uso e lo smaltimento dei prodotti, l’economia circolare promuove il concetto di “prendere, fare, restituire”, dove i materiali e le risorse vengono mantenuti in un ciclo continuo di utilizzo e rigenerazione.

Non a caso prende il nome di “circolare”, da cerchio. Una figura chiusa che però possiede la caratteristica intrinseca di seguire un ciclo, un percorso che riporta al punto di partenza.

È un po’ questo lo scopo dell’economia circolare. Non tutto è riciclabile, o riutilizzabile e soprattutto non infinite volte, ma quando possibile, per quanto più possibile, occorre fare riuso delle risorse che abbiamo a disposizione.

Benefici ambientali

Ma quali sono i maggiori benefici dell’economia circolare in termini ambientali? Innanzitutto, riduce l’estrazione di risorse naturali, limitando l’impatto sull’ambiente e la distruzione degli ecosistemi. Inoltre, favorisce il riciclo e il riutilizzo dei materiali, riducendo la quantità di rifiuti prodotti e il consumo di energia necessario per la una nuova produzione. La progettazione diventa essenziale per favorire la riparabilità, la rigenerabilità e la facilità di smontaggio, promuovendo l’estensione della vita utile dei prodotti stessi.

Proprio per questo, sarebbe oltremodo necessario pensare alla circolarità del prodotto già in fase di ideazione. L’obiettivo, il punto di arrivo, dovrebbe essere creare degli output di cui sia stato già previsto il ciclo di riutilizzo e riciclaggio. Ne sono l’esempio diversi brand di abbigliamento che fanno del rigenerato la propria attività principale.

E i vantaggi economici?

Oltre ai benefici ambientali, l’economia circolare offre innumerevoli vantaggi economici. Innanzitutto, crea nuove opportunità di business e innovazione. L’adozione di modelli circolari incoraggia lo sviluppo di nuove tecnologie, servizi e prodotti che soddisfano le esigenze dei consumatori in modo sostenibile. Ciò favorisce la proliferazione di nuovo posti di lavoro e stimola la crescita economica. Inoltre, l’efficienza nell’uso delle risorse riduce i costi di produzione e di gestione dei rifiuti, generando risparmi per le imprese. Infine, l’economia circolare favorisce la resilienza economica, riducendo la dipendenza dalle materie prime e dalle fluttuazioni dei prezzi, attraverso l’adozione di approcci basati sulla condivisione, il leasing e il riciclo dei materiali.

Non è tutto ora quel che luccica

Come tutti i fenomeni di vario tipo, anche l’economia circolare presenta delle criticità e degli ostacoli. Proviamo ad indagarli.

Innanzitutto, la transizione richiede un cambiamento di mentalità e di approccio da parte delle imprese, dei governi e dei consumatori. È necessaria una maggiore collaborazione tra i diversi attori per promuovere l’innovazione e la diffusione delle pratiche circolari.

Inoltre, occorre affrontare le sfide logistiche e tecniche legate al riciclo e al riutilizzo dei materiali, nonché promuovere l’educazione e la consapevolezza dei consumatori.

Soprattutto per quanto riguarda quest’ultimo punto è fondamentale migliorare la comunicazione. L’utente ha la tendenza a considerare inferiore il prodotto usato, rispetto al prodotto nuovo.

Questo deriva da un’impostazione culturale radicata in un passato in cui usato era sinonimo di desueto, sporco, non funzionante. Questa mentalità va assolutamente modificata e per questo gioca un ruolo fondamentale quello che il brand comunica al consumatore finale.

Anche le aziende stesse, molto spesso, sono settate sull’idea di dover vendere subito e il più possibile, senza tenere conto dell’inquinamento e della creazione di rifiuti successivi.

In ultimo, queste pratiche circolari vanno INCENTIVATE. Stiamo migliorando moltissimo da questo punto di vista, ma ci sono ancora troppo pochi incentivi per coloro che (aziende o privati) praticano o desiderano praticare azioni di economia circolare.

Insieme si può

Insieme si può fare moltissimo. Ognuno è in grado di praticare quotidianamente la circolarità. Vestiti che non utilizzate, vecchi videogiochi ancora funzionanti, la raccolta differenziata casalinga. Siete Voi a scegliere a cosa dare nuova vita!

Buon riutilizzo!

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